📰 Crisi del Grano e Dazi USA: Filiera Made in Italy Sotto Shock
Roma, 26 Novembre 2025 – Il mercato italiano del grano duro è entrato in una fase di forte incertezza. Il calo dei prezzi internazionali, unito alla crescente minaccia di “super dazi” statunitensi sulla pasta italiana, sta spingendo molini e pastifici alla prudenza, con conseguenti ripercussioni negative sugli agricoltori.
La notizia più preoccupante per l’export Made in Italy arriva dagli Stati Uniti. Il Dipartimento del Commercio (DOC) ha recentemente proposto un’imposta antidumping preliminare che sfiora il 92% per la pasta di semola italiana, da sommare al dazio già esistente, portando l’aliquota complessiva a oltre il 107%.
🛑 Export USA a Rischio Collasso
Gli Stati Uniti rappresentano il secondo mercato globale per la pasta italiana, con un valore di export che si aggira intorno ai 500 milioni di euro all’anno. Un dazio di tale portata renderebbe il prodotto italiano insostenibile per i consumatori americani, causando il crollo immediato delle vendite.
“È una minaccia che mette in ginocchio la nostra filiera,” ha dichiarato un portavoce di Coldiretti. “Se l’export si ferma, l’eccesso di offerta ricadrà sul mercato interno, causando un effetto domino che deprime i prezzi sia della pasta che, a monte, del grano duro per i nostri agricoltori.”
📉 Il Mercato Interno Reagisce con Cautela
L’incertezza sul futuro commerciale ha portato i principali attori della trasformazione (molini e pastifici) a una drastica riduzione degli acquisti di materia prima. Sebbene le quotazioni del grano duro siano rimaste stabili o in lieve calo nelle piazze nazionali, la generale prudenza degli acquirenti, unita alla pressione delle importazioni, sta creando un clima difficile per i produttori agricoli, soprattutto nel Sud Italia, dove la coltivazione del grano duro è predominante.
Le associazioni di categoria e il Governo sono al lavoro per contrastare l’iniziativa USA, considerata infondata e lesiva dei principi di libero scambio. La speranza è che le prossime audizioni e i negoziati possano portare a una revisione della decisione preliminare, salvaguardando uno dei simboli più importanti dell’agroalimentare italiano nel mondo.
