Milano, 24 Novembre 2025 – Un nuovo rapporto congiunto tra Osservatorio Food Innovation e associazioni di categoria della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) rivela una decisa accelerazione nell’adozione dell’agricoltura verticale in Italia. Questo sistema, che prevede la coltivazione in ambienti chiusi e controllati (senza suolo, con illuminazione LED e riciclo idrico), sta uscendo dalla nicchia sperimentale per entrare nei banchi frigo dei principali ipermercati.
La spinta non è solo tecnologica ma risponde a precise esigenze dei consumatori:
- Sicurezza Alimentare: La coltivazione in ambiente sigillato riduce a zero la necessità di pesticidi, garantendo prodotti residue-free tutto l’anno.
- Freschezza e Logistica: Le vertical farm possono essere posizionate in prossimità dei centri urbani o dei centri di distribuzione GDO, riducendo drasticamente i tempi di trasporto (chilometri zero logistici) e l’impronta carbonica.
Impatto sul Km0 Tradizionale
Sebbene l’agricoltura verticale non possa sostituire la filiera tradizionale basata sul territorio, essa rappresenta un importante complemento. L’investimento si concentra principalmente su insalate, erbe aromatiche e piccoli ortaggi, garantendo una fornitura stabile e igienicamente sicura, specialmente nei mesi invernali o per le colture che soffrono i cambiamenti climatici. Il rapporto evidenzia che il consumatore è sempre più disposto a pagare un premium price per la garanzia di coltivazione controllata e l’assenza di residui.
Si prevede che l’Italia vedrà triplicare la superficie dedicata alle coltivazioni fuori suolo entro il 2028.
